Patrizia Monastero ci racconta il lavoro da scenografa.

Per far luce su alcune nostre domande riguardo il lavoro svolto dietro all’allestimento delle aree del festival, abbiamo intervistato Patrizia Monastero “Patty” che ha gentilmente spiegato la sua esperienza come scenografa all’edizione di Cibo a Regola d’Arte di quest’anno.

Per Patty il problema principale è stato capire come muoversi rispetto alle esigenze delle diverse aree. Ad esempio, per l’Orto delle idee era richiesto un posto in cui non ci si doveva sedere né stare in piedi; mentre l’area Bakery doveva ricreare l’aspetto di un forno vero con una zona in cui si può assistere alla preparazione del pane.

La sua progettazione è iniziata analizzando le macroaree disponibili, per poi focalizzarsi il singolo spazio, tenendo sempre in considerazione che l’allestimento degli spazi esterni deve prevedere le eventuali intemperie e le emergenze dell’ultimo minuto; invece nella parte interna bisogna semplicemente seguire le normative che valgono per tutte le zone al coperto del festival.

In particolare la creazione dell’Orto delle Idee è stata una richiesta della redazione e del team creativo; la questione più importante era se farla appunto all’esterno o all’interno. Entrando nello spazio, inizialmente vuoto, Patty è rimasta colpita dalle grandi vetrate e, insieme al team, si sono detti che non sarebbe stata una cattiva idea ricrearlo all’interno. Tutto lo spazio riproduce l’aspetto delle “zone aperte” che troviamo, ad esempio, nei parchi urbani. Da lì nasce tutto il progetto.

Le chiediamo com’è stata la sua esperienza, come si è trovata con i colleghi e se ci sono stati problemi. Lei risponde sorridendo di non aver riscontrato particolari difficoltà. Nel gruppo di lavoro due o tre persone si occupano dei contenuti, lei e due giovani collaboratori lavorano sull’area in generale, sul mettere in pratica il progetto e un grafico finalizza i file e li manda al team di produzione. Oltre ad organizzare i progetti delle diverse aree, Patty si è occupata di tutta la parte grafica, di illustrazione.

“Per me la scenografia è come arredare casa mia, quindi vedere gli allestimenti realizzati mi dà molta soddisfazione.”

PAtrizia Monastero

 “In un evento come questo ognuno chiede la propria visibilità, noi cerchiamo di accontentare tutti nei limiti dei costi disponibili”, risponde Patty alla domanda sui problemi riscontrati durante l’organizzazione del budget. “C’è un team comunque che ti segue e ti dice quando stai superando il limite.”

Grazie a quanto ha rilasciato abbiamo potuto apprezzare anche tutto il lavoro dietro alla scenografia di Cibo a Regola d’Arte 2019, che trasmette l’idea di sostenibilità.

– con la collaborazione di Confrontar吃

-