Per noi italiani il pane non è solo un cibo, è condivisione: compagno è colui con cui dividi il pane

Valeria Messina, titolare del Forno Biancuccia, ha condiviso con noi la sua arte di panettiera. 

La sua carriera è iniziata appena un anno fa, quando ha deciso di abbandonare la professione da avvocato per poter apprendere le autentiche tecniche di lavorazione del pane. 

Il nome del forno ha origine dal nome della nonna materna del marito, la signora Biancuccia, che conosceva molto bene l’arte per preparare l’antico pane nero di Castelvetrano, una tradizione che rischia di essere dimenticata.

“Ho reinventato questa ricetta per trasmettere alle mie figlie e alle generazioni future la tradizione del consumo del pane buono e salutare.”

Valeria Messina

Questo tipo di pane viene preparato con uno specifico lievito madre e una pasta acida che permettono la sua conservazione per almeno 10 giorni, senza che perda la sua originale morbidezza. La panettiera consiglia di consumare il pane il giorno dopo la cottura, per goderne appieno delle sue caratteristiche.
La farina proviene da grani autoctoni siciliani macinati a pietra e il pane viene cotto in due forni che si trovano rispettivamente a Chiaramonte Gulfi e Castelvetrano.

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