Le acque non sono tutte uguali. Il Direttore qualità di una nota marca di produzione e distribuzione d’acqua, Giuseppe Dadà, dice che in Italia ci sono più di duecento acque minerali. La presenza di tutte queste acque non è da attribuire solamente ad una questione commerciale ma è possibile grazie al contesto idrogeologico italiano che ha una notevole biodiversità idrica. La presenza di un numero così alto di acque minerali dà la possibilità al consumatore di scegliere il prodotto che sia più adatto al suo stile di vita, che contenga quegli elementi minerali di cui maggiormente necessita e con il sapore che più gradisce. Per fare questo il consumatore è invitato a leggere le etichette che contengono informazioni regolate da norme di legge.

La prima cosa che dovrebbe apparire sulle etichette è il nome della sorgente da cui l’acqua proviene anche se, talvolta, il nome messo in risalto è un marchio commerciale e il nome della sorgente è messo in secondo piano. Le acque che vengono vendute devono essere tutte acque minerali, cioè che hanno purezza originaria. Devono essere quindi acque che, quando sgorgano, sono già pronte per essere imbottigliate, pure, senza tracce, nemmeno minime, di elementi derivanti da attività antropiche e, infine, devono contenere alcuni elementi minerali.

Sono principalmente questi ultimi che diversificano le varie acque e sono sempre indicati sulle etichette nelle analisi chimiche-fisiche. Ogni acqua è diversa perché i suoi elementi minerali sono stati ottenuti durante il percorso che ha intrapreso dalla superficie alla falda acquifera sotterranea. Gli elementi chimici presenti in maggiore quantità sono calcio, bicarbonati, carbonati, solfati, magnesio e silicio. Ognuno dovrebbe valutare il contenuto di minerali in base alle proprie necessità e al proprio stile di vita poiché alcuni di essi portano importanti vantaggi alla salute. Per esempio, il sodio e il potassio aiutano la velocizzazione degli stimoli nervosi, il calcio aiuta lo sviluppo dei denti, delle ossa, la prevenzione di malattie al pancreas e il benessere intestinale, la silice aumenta l’idratazione dei tessuti intimi e delle arterie contribuendo alla prevenzione dell’aterosclerosi.

Sono sempre i minerali che codificano i diversi “gusti” dell’acqua. Le acque sono divise in piatte, effervescenti naturali, rinforzate e addizionate. Le acque piatte hanno solitamente un sapore che tende all’amaro perché sono povere di minerali e, per osmosi, i sali minerali sono attratti dalle cellule della bocca. Le acque piatte sono quindi adatte per i piatti più semplici, poco grassi, cioè con gusti poco predominanti. Le acque effervescenti naturali, rinforzate e addizionate, sono invece più ricche di sali e più adatte a piatti elaborati perché aiutano a sgrassare. Ulteriormente possiamo suddividere le acque frizzanti in acque a bolle piccole, più adatte a primi piatti, e acque a bolle grandi, più adatte a piatti di carne rossa. Nella categoria delle acque frizzanti, un’altra importante differenza è data dall’anidride carbonica (CO2) presente alla sorgente e quella aggiunta nella produzione. Nelle acque effervescenti naturali la quantità di CO2 è di circa 2g/l o 2,5g/l, in un’acqua gasata può avere fino a 5g/l o 6g/l. Le effervescenti naturali hanno solitamente un livello di CO2 alla sorgente maggiore di quello che hanno le acque che vengono, in produzione, gasate. 

L’incontro si è concluso con la risposta alla curiosità di uno spettatore: “Da cosa dipendono i colori delle bottiglie di acqua?”

Il direttore ha affermato che i colori delle bottiglie dipendono da una convenzione di marketing che è ormai radicata. Per questo motivo le bottiglie delle acque naturali sono solitamente bianche o azzurre, quelle delle acque gasate sono solitamente blu o azzurre scuro e quelle delle acque effervescenti naturali sono solitamente verdi.

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