Sguardi dal “dietro le quinte” del nostro blog.

Siamo ragazzi di scuole superiori diverse, più o meno della stessa età (tra i 16 e i 18 anni) a cui è stata data la possibilità di partecipare alla realizzazione di questo blog: una raccolta di racconti di diverso genere e stile su Cibo a Regola d’Arte 2019. Per raccontare gli eventi del festival organizzato dal Corriere della Sera, ci siamo divisi in sottogruppi al fine di lavorare in maniera più efficiente e coordinata, ricoprendo ogni volta ruoli differenti e permettendo così a ognuno di sperimentarsi in diversi ambiti. Durante questi giorni abbiamo girato in lungo e in largo, per aggiornare il nostro sito online con foto, video, interviste e storie raccontate dai vari ospiti presenti all’evento. Abbiamo ascoltato, rincorso e, in certi casi, anche intervistato diversi professionisti: giornalisti, scrittori, blogger, startupper, chef, dietologi, filosofi, agricoltori e, più in generale, maestri ed esperti del cibo e del nutrimento. Abbiamo mangiato con gli occhi piatti e pietanze stellate, e abbiamo degustato per davvero le specialità cucinate dai vari chef degli eventi. Ci siamo sporcati le mani dei più vari ingredienti partecipando ai corsi proposti e ci siamo portati a casa nuove ricette segrete.

Questa esperienza ci ha visti uniti nel lavoro nonostante qualche momento di difficoltà; infatti all’inizio la maggior parte di noi non si conosceva, e ogni tanto è stato difficile mettersi d’accordo su come agire e su cosa scrivere, ma al contempo ha fatto nascere nuove amicizie. Inoltre, ci ha dato l’opportunità di scoprire delle qualità che non sapevamo di possedere o di migliorarle, come per esempio scattare foto, interagire con nuove persone, argomentare con parole più ricercate le esperienze vissute.

Ma adesso lasciamo la parola ad ogni gruppo, in modo che ognuno possa raccontare a modo proprio le esperienze vissute: che cosa abbiamo assaggiato in questi giorni? Di che cosa abbiamo ancora fame?

Scopriamolo insieme!

Coltivatori di racconti

Le nostre voci… dal vivo!

Confrontiamoc吃

Che cosa abbiamo assaggiato in questi giorni…
Di che cosa abbiamo ancora fame…

I.C.E. Band

IL nostro è un gruppo nato per caso, formato da diverse personalità che mescolate si sono rivelate una squadra efficace. Il nome nasce da un acronimo che rappresenta la nostra voglia di esplorare nuovi mondi, difatti sta per Io Cerco Esperienza, mentre BAND raffigura la nostra concezione di gruppo unito.

Che cosa abbiamo assaggiato: da questa esperienza abbiamo imparato diversi aneddoti e conosciuto esperti nel campo del giornalismo che ci hanno offerto questa opportunità; ciò ci ha permesso di scoprire il lavoro che c’è dietro a un quotidiano. Inoltre, abbiamo provato sulla nostra pelle la fatica delle lunghe giornate lavorative. Nonostante la completa disponibilità da parte dei tutor ci è stato affidato un ampio senso di autonomia e responsabilità.

Di che cosa abbiamo ancora fame: d’altro canto alcuni di noi ragazzi vogliono approfondire meglio l’esperienza giornalistica perché ci siamo trovati a nostro agio in questo ambito. Avremmo però voluto che l’evento si prolungasse per ancora qualche giorno per collaborare con altri professionisti riguardanti sia il mondo del cibo sia quello dell’organizzazione.

Liberi assaggiatori

Che cosa abbiamo assaggiato: questa esperienza è stata una grande occasione per imparare e migliorare la capacità di lavorare in gruppo (soprattutto per le persone timide e con più difficoltà nell’aprirsi), per condividere idee, pensieri e opinioni mettendole assieme con l’obiettivo di creare un progetto unico. Ci siamo messi alla prova, confrontandoci con pratiche nuove, provando a fare cose che non avevamo mai sperimentato e che nemmeno avremmo mai pensato di fare se ci fossimo basati sulle nostre capacità pregresse e sui nostri soliti interessi. Abbiamo infatti assaggiato e provato a fare qualsiasi cosa ci capitasse di fare, non solo culinariamente parlando (!), ma anche in tema di comunicazione, scoprendo nuove abilità e aree che hanno catturato inaspettatamente la nostra attenzione. In molti, per esempio, abbiamo scoperto: il piacere di scrivere articoli, seppur brevi; fare foto; intervistare persone comuni e persone note; l’importanza nello scegliere con coscienza e responsabilità il cibo che mangiamo e che scartiamo. Infine abbiamo messo le mani in pasta con l’aiuto di professionisti durante corsi di cucina! Per le persone non di madrelingua italiana c’è stata l’opportunità di imparare e migliorare la fluidità nel dialogare in italiano e superare la paura del giudizio legato alla difficoltà di espressione. Ma anche per gli altri è stato un modo di arricchire il proprio vocabolario con termini tecnici riguardanti questo ambiente lavorativo. È stato un modo per ricevere un giudizio concreto sulle cose cose che facevamo, più dal punto di vista lavorativo che scolastico, e aprirci a un mondo di idee e confronti culturali più ampio.

Di che cosa abbiamo ancora fame: senza alcun dubbio questa è stata per tutti un’esperienza indimenticabile. Ciò nonostante ci rimane ancora la voglia di provare l’esperienza di intervistare ancora più persone (visitatori, organizzatori, responsabili…) e personaggi (cuochi, pasticceri, panettieri, scrittori…); fare ancora più corsi per metterci alla prova e toccare con mano ingredienti e ricette a noi sconosciute. Ci interesserebbe anche svolgere altre mansioni (camerieri, baristi…) per essere più a contatto con le persone. Ad alcuni è nata la voglia di sviluppare tutto ciò che riguarda il mondo della fotografia; altri invece vorrebbero coltivare la passione per la scrittura di approfondimento giornalistico e avrebbero piacere di scrivere articoli a livello professionale. Ci rimane la voglia di comprendere più a fondo di così cosa vuol dire l’innovazione in cucina.

Narratori del sapore

Noi siamo i Narratori del Sapore e negli ultimi tre giorni abbiamo visto e raccontato l’evento Cibo a Regola d’Arte organizzato dal Corriere della Sera. Abbiamo partecipato a interventi, showcooking, food talk e corsi di cucina. Per ogni attività abbiamo scritto un articolo, scattato foto e in alcuni casi girato video e realizzato video interviste pubblicate sul questo blog, nostro racconto collettivo del festival. Alla fine di questa esperienza ci sentiamo di poter fare una sintesi di tutto ciò che abbiamo assaggiato e di cosa invece abbiamo ancora fame.

Abbiamo assaggiato nuove esperienze e conoscenze, una maggiore dimestichezza nel linguaggio e nel racconto. Insieme a nuovi pensieri, nuove idee, nuove culture, il lavoro di squadra e il sentirsi coinvolti in uno scopo comune.

Ci sentiamo anche di dire un po’ di cose di cui siamo ancora affamati: la voglia di approfondimento, di affinare la capacità di gestione dei tempi, mettere a fuoco ancora come sia possibile organizzare e migliorare sotto tutti gli aspetti una “macchina-evento”. E vedere finalmente completo il nostro blog, insieme alla fame di altri nuovi eventi, che ci è venuta. Insomma, vien mangiando.

… E per concludere, vi lasciamo con una piccola fotogallery del backstage di questa esperienza. Ciao a tutti!

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