Gli ospiti dell’Orto delle Idee ci raccontano la loro visione di cibo sostenibile.

“L’orto delle Idee” nasce come uno spazio accessibile a chiunque, dove filosofi, scrittori, psicologi e scienziati possono, in 10 minuti, esprimere il proprio pensiero e le proprie opinioni riguardanti l’ambito gastronomico e tutte le sue problematiche. Adesso vi daremo qui un assaggio delle personalità che si sono susseguite in questa maratona di idee.

MATTEO MANCINI

L’agronomo Matteo Mancini racconta la provenienza del cibo e l’importanza di individuare le materie prime, facendo un paragone tra i micro-organismi che trasformano le sostanze organiche e i cuochi che trasformano il cibo. Il suolo può essere visto come la nostra “dispensa” delle materie prime fondamentali per la vita. Purtroppo l’agricoltura è anche la responsabile del 30% delle emissioni di CO₂. Per far fronte a questo problema Mancini ha sviluppato un nuovo tipo di agricoltura chiamata “Organica e Rigenerativa”, che permette di rigenerare il suolo e non sprecare il carbonio.

MATTEO MANCINI

MARCO AGOSTINI E ROBERTO COSTA

Per Marco Agostini, scrittore, e Roberto Costa, imprenditore, sostenibilità vuol dire rispettare l’animale. Il problema riguarda lo spreco della carne: in Italia vengono mangiati principalmente due tagli di carne fra tutti quelli possibili. In tal modo vengono uccisi più animali di quelli che sarebbero necessari. La soluzione può essere quella di sviluppare una nuova cultura che sappia gustare un maggior numero di tagli di carne.

MARCO AGOSTINI E ROBERTO COSTA

ANTONELLA LEONE

Antonella Leone è ricercatrice presso l’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr. Racconta come nei prossimi anni ci possa essere un aumento delle meduse nei mari italiani e spiega come sfruttare al meglio questa biomassa. Ritiene infatti che le meduse si possano utilizzare sia come mangime per i pesci, trasformandole in farina, sia come alimento per l’uomo. Anche se in Europa non sono ancora considerate accettabili in cucinato sono invece nel sud-est Asiatico. Ecco che un animale apparentemente insignificante sul piano culinario può diventare importante e utile allo sviluppo di una sostenibilità futura.

ANTONELLA LEONE

YVAN SAGNET

Yvan Sagnet, ingegnere originario del Camerun, si trasferisce in Puglia per svolgere il lavoro di bracciante e capisce che dietro al lavoro nell’agricoltura c’è un mondo di sfruttamento. È stato l’organizzatore di uno sciopero di braccianti stranieri che ha cambiato le normative sull’agricoltura introducendo nell’ordinamento il reato penale di caporalato. In seguito all’esperienza, ha deciso di fondare un’associazione anti-caporalato, chiamata “NO-CAP”. Sagnet sottolinea l’importanza di partire dalla prevenzione, effettuare più controlli e alzare i prezzi dei prodotti in modo tale che gli agricoltori possano effettuare la propria produzione agricola in modo del tutto legale senza dover sfruttare i braccianti italiani e stranieri.

YVAN SAGNET
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