L’altra inaugurazione ha ospitato il vicedirettore del Corriere della Sera, Daniele Manca, a colloquio con Gian Marco Centinaio, Ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Alberto Grandi, Professore associato all’Università di Parma, e Lino Enrico Stoppani, Presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe). La discussione si è concentrata sul tema della difesa della cultura agroalimentare italiana nel mondo. “Forse non ci rendiamo conto della nostra bravura” così esordisce il Ministro Centinaio nel contesto della decima edizione di Cibo a Regola d’Arte parlando dell’industria agroalimentare italiana. Snocciola poi alcuni dati: l’Italia, secondo un sondaggio internazionale, è riconosciuta in prima posizione per ricchezza agroalimentare ed è inoltre al primo posto per valore aggiunto nell’agricoltura. Il ministro è di ritorno dal G20 sull’agricoltura nel quale ha incontrato, tra gli altri, il commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan e con lui ha discusso della decisione di tagliare circa 3 miliardi di fondi all’agricoltura italiana, un settore nel quale dice “insistiamo molto sui controlli”, anche perché “esportiamo circa 42 miliardi di euro in prodotti”. L’agricoltura è un ambito sicuramente di spicco per l’economia italiana ma che, come molti altri, ha incontrato, e sta incontrando tutt’ora, problemi nell’imporsi a livello internazionale. Qui interviene il Presidente della FIPE , Stoppani, che chiede di rispettare la promessa di convocazione di un tavolo che metta al centro il confronto con gli esponenti del settore e si occupi di analizzare e risolvere le criticità.

“Quando mangiamo non lo facciamo più perché ci serve. C’è una forte componente sentimentale, non cerchiamo più il necessario ma il bello e buono.”

Lino Enrico Stoppani, Presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe)

Stoppani continua affermando che il settore alimentare italiano si sta comunque sviluppando e mantiene la sua importanza anche in virtù delle abitudini alimentari italiane che lo pongono al centro della vita di ogni giorno: “se smettessimo di fare l’aperitivo italiano la nostra industria agroalimentare ne riceverebbe un grosso danno”. C’è inoltre, sempre più, nell’ambito agroalimentare “una forte componente sentimentale, non cerchiamo più il necessario ma il bello e buono” e questo è sicuramente un aspetto che accende, ancor di più, la volontà di un ruolo in primo piano per il settore perché porti nel mondo la cultura italiana. In sostanza Stoppani chiede, anche al Governo, di puntare sulla valorizzazione della cultura agroalimentare italiana e sulle eccellenze.

Il ministro Centinaio, incalzato da Daniele Manca, ha quindi risposto ai dubbi e alle domande del Presidente Stoppani assicurando che l’intento del Ministero è quello di portare avanti dei progetti di risoluzione delle problematiche legate al settore, cooperando con gli addetti del settore e non imponendo delle scelte unilaterali. Ha inoltre elogiato i cuochi italiani che stanno sempre più portando la cucina italiana nel mondo e la stanno, nel contempo, rendendo autorevole e degna di rispetto. Il lavoro del Ministero, precisa, si sta inoltre concentrando sull’esportazione dei prodotti made in Italy, in particolare in Asia, non solo per la distribuzione privata ma anche per facilitare l’attività all’estero degli chef italiani. 

In rappresentanza di questa categoria hanno partecipato all’evento gli chef Bobo e Chicco Cerea, proprietari del ristorante tre stelle Michelin “Da Vittorio” di Bergamo, ai quali abbiamo posto alcune domande.

Bobo Cerea: “In ogni Paese in cui vai trovi cucine e tradizioni diverse, per questo ci teniamo a portare in nostri prodotti, i prodotti d’Italia, perché vogliamo far conoscere i nostri sapori. Alcune volte ci è andata bene, altre volte invece ci hanno bloccato alla dogana.

L’ultima richiesta del Presidente Stoppani è stata quella di porre attenzione all’accesso alle professioni agroalimentari; non perché non si debba dare la possibilità a tutti di accedere ad un settore che è un pilastro dell’economia italiana, quanto perché l’intento è quello di svilupparlo come settore d’eccellenza e settore caratterizzato dalla cura per il prodotto e dalla professionalità.

All’inaugurazione ha inoltre partecipato il professor Alberto Grandi, professore associato di Storia dell’impresa e Storia dell’integrazione europea all’università di Parma, che ha presentato il suo libro “Parla mentre mangi” in cui, simulando dei discorsi a tavola, analizza le leggende, le storie e i luoghi comuni sui più celebri piatti della tradizione culinaria italiana.

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