I giovani incontrano il lievito madre

Noi, i “Coltivatori di racconti”, siamo andati oggi a curiosare al corso base tenuto da Davide Longoni, mastro panificatore. E’ stato molto interessante perché abbiamo scoperto i segreti del lievito madre, un particolare tipo di lievito che va curato con molta attenzione. Questo è un metodo antico che dà molti benefici alla produzione del pane.

Preparazione alla creazione del pane
Corsisti in ascolto…

Prima che la lezione iniziasse, abbiamo chiacchierato con alcuni dei corsisti, chiedendo loro cosa si aspettavano da questa esperienza.

Un partecipante ci ha risposto che aveva aspettative alte, poiché amava cucinare e voleva imparare come usare e conservare il lievito madre, avendo lui dei problemi nella digestione del pane fabbricato con il lievito normale.
Un altro voleva imparare i trucchi del mestiere, perché panificare con il lievito madre è un lavoro antico e difficile.

In generale, le persone presenti desideravano approfondire cosa fosse il lievito madre e come utilizzarlo, grazie alla presenza di un esperto: guardare un video online non basta per capire a carpirne tutti i segreti.

Quando il corso è iniziato, il maestro ha dato piccole indicazioni su come ci saremmo dovuti rapportare con l’impasto. Inizialmente ci aspettavamo fosse una lezione più frontale, ma il maestro è venuto da ciascuno di noi per vedere come ogni impasto si stava realizzando. Abbiamo quindi imparato piccoli trucchi da seguire, come le dosi di acqua e farina e la delicatezza e manualità che bisogna avere per realizzare l’impasto giusto.

“Coltivatori” all’opera
Lo “schiacciapasta”

Al termine abbiamo di nuovo intervistato i corsisti, cercando di cogliere opinioni che mettessero in luce eventuali differenze tra il “prima” e il “dopo”, quindi tra le aspettative dell’inizio e l’esperienza vissuta realmente.

Ecco una chiacchierata con il maestro Longoni che, tra le altre cose, ci ha spiegato dove insegna e quali differenze ha trovato tra i corsisti di questo evento e i suoi allievi delle altre scuole. Vi lasciamo con l’acquolina in bocca e con le mani in pasta!

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